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Misurare per decidere

Misurare non significa raccogliere più dati possibile. Significa capire cosa sta succedendo, riconoscere ciò che merita attenzione e usarlo per decidere cosa fare dopo.

Più dati non significano più chiarezza

Analytics, Search Console, campagne, SEO, performance e altri strumenti ci permettono di osservare quasi ogni aspetto di un progetto digitale. Avere accesso a tutte queste informazioni, però, non significa necessariamente capire meglio cosa sta succedendo.

Se per trovare qualcosa di utile dobbiamo attraversare ogni volta decine di metriche e dashboard, il problema non è la mancanza di dati ma la capacità di distinguere ciò che conta dal rumore. Non abbiamo bisogno di vedere tutto. Abbiamo bisogno di capire cosa merita attenzione.

Dal dato all’azione

Un calo improvviso, una pagina che cresce, una nuova ricerca, un problema tecnico o un cambiamento nelle conversioni sono interessanti non per il numero in sé, ma perché possono raccontarci qualcosa.

Per questo preferiamo pensare alla misurazione come a una sequenza: dato → segnale → insight → azione. Il dato descrive ciò che è successo, il segnale ci dice dove guardare, l’insight ci aiuta a capire perché e l’azione trasforma quella conoscenza in qualcosa di concreto.

Misurare quello che conta

Non esiste un insieme di KPI valido per tutti. Quello che vale la pena osservare dipende da ciò che stiamo cercando di ottenere. Per un progetto può essere la visibilità, per un altro le richieste, l’utilizzo di una funzione, le vendite o la capacità di raggiungere le persone giuste.

Per questo preferiamo partire dagli obiettivi e scegliere dopo cosa osservare. La parte più interessante della misurazione non è costruire un report su ciò che è già successo, ma capire se dobbiamo continuare nella stessa direzione, cambiare qualcosa o esplorare una nuova opportunità.

Una buona misurazione non termina con un numero. Termina con una decisione.
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Il lancio non è la fine

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